Bambini e lettura: il ruolo della visione.

"La curiosità è l’argilla con cui è formata tutta la conoscenza" M. Evanier

La lettura è uno dei compiti più complessi che il bambino deve riuscire a svolgere durante i primi anni di scolarizzazione.

La lettura è un’abilità complessa, ed è il risultato dell’integrazione di una serie di abilità neuro-muscolari e visuo-percettive.

In generale, leggere vuol dire dare un significato ad un segno; noi non leggiamo solo testi, ma leggiamo il volto delle persone, il musicista legge il suo spartito, leggiamo un quadro ecc., quindi più concretamente leggere significa tradurre un codice fatto da piccole unità di scrittura (grafemi), trasformarli in piccole unità di suono (fonemi), i quali associandosi in infinite combinazioni formano le parole e le frasi.

Inoltre, i segni grafici svelano il loro significato solo se vengono decodificati in modo corretto.

Le funzioni coinvolte nella lettura sono diverse. La prima funzione coinvolta è quella visiva intesa, non come vista cioè quantità nel vederci (espressa in decimi), ma come visione o meglio qualità della visione, e quindi funzioni oculomotorie, accomodative, di coordinazione, di integrazione binoculare, percettive, di integrazione visuomotoria.

L’80% delle informazioni provenienti dal mondo esterno sono recepite attraverso il sistema visivo, di conseguenza esso riveste un ruolo fondamentale non solo nei processi di apprendimento ma nella globalità della vita quotidiana di una persona.

Il sistema uditivo è il primo dei cinque organi di senso a svilupparsi e a mettere in relazione il feto con l’ambiente esterno. L’ascolto rientra nel campo della percezione, intesa come risultato di una rielaborazione cognitiva dello stimolo attraverso l’attenzione selettiva. Coerentemente a quanto detto, affermiamo che l’orecchio non è l’organo dell’udito che individua il suono o il rumore, ma è diventato l’apparato uditivo che riceve il suono, compreso quello del silenzio. Attraverso l’orecchio viene stimolata la corteccia in modo tale da far comprendere l’ascolto a tutto l’organismo, che si prepara così all’esperienza visiva sensoriale.

Possiamo quindi, tranquillamente affermare che la lettura, altro non è che la conversione dal segno al suono, attraverso l’integrazione delle abilità visive e cognitive.

Guardando gli occhi di una persona che legge, notiamo come essi compiano dei movimenti del tipo STOP & GO, ovvero movimenti a scatti (movimento saccadico - Go) intervallati da brevi pause (fissazioni - STOP).

Gli stop variano a seconda dell’età, della capacità attentiva della persona, dalla lunghezza della parola, dalla conoscenza dell’argomento del testo.

I Go sono di tre tipi:

- Go progressivi: il movimento che sposta gli occhi da sinistra a destra seguendo il testo (esaminare il testo che si legge)

- Go regressiva: il movimento che sposta gli occhi da destra a sinistra (riesaminare il testo già letto)

- Go di ritorno: il movimento più ampio che sposta gli occhi alla riga successiva sottostante (ritorno a capo) che è spesso accompagnato da un movimento di correzione che permette l’allineamento.

Inoltre, leggendo non è sufficiente avere dieci decimi di acuità visiva, ma altrettanto necessarie sono le abilità oculomotorie (effettuare con rapidità e precisione gli Stop&GO), le abilità accomodative (riuscire a mantenere per il tempo necessario la messa a fuoco per la distanza di lettura), le abilità di integrazione e coordinazione binoculare (mantenere entrambi gli occhi attivi durante la scansione visiva del testo, e la fissazione sullo stesso punto).

Un problema nelle abilità visive può portare ad una riduzione della velocità di lettura.

I problemi visivi possono presentarsi anche se si raggiungono i famosi dieci decimi, e questi non sono sufficienti per considerare la visione efficiente; perché mentre la vista (capacità di riconoscere un oggetto ad una certa distanza) è un senso innato, la visione è un insieme di abilità, ovvero un risultato che nasce dall’integrazione multisensoriale, con l’integrazione e l’elaborazione delle informazioni visive. Di conseguenza essa è influenzata dall’ambiente e dall’esperienza personale.

Prima degli otto anni il bambino apprende a leggere, oltre gli otto anni legge per apprendere.

Il bambino che ha completato il processo di apprendimento della lettura, attua in modalità automatica i processi sensoriali e cognitivi appresi, utilizzando un basso dispendio di energia. Questo lo porta ad un’adeguata capacità di lettura che aumenta la sua interazione con l’ambiente circostante e con la voglia di scoperta, favorendo così uno sviluppo autonomo ed equilibrato.

Le abilità visive del bambino si sviluppano nel corso della crescita, in relazione alla qualità visiva di cui è in possesso.

È quindi importante verificare precocemente il sistema visivo, mediante un esame attento, frequenti controlli e quando è necessario scelte prescrittive o riabilitative.

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