Amica Dislessia, smettila di copiarmi!!!

Non ho particolari talenti, sono appassionatamente curioso” diceva Einstein.

Ed è la curiosità che negli anni ha spinto gli optometristi a fare ricerca, a documentarsi ed a chiedersi il perché di caratteristiche comuni sia alle inefficienze visive che alla dislessia.

Nel corso degli anni sono stati condotti diversi studi per analizzare le relazioni tra DSAp e visione. Da questi studi emergono molte cose interessanti, due cose più delle altre: la prima è che spesso i bambini che presentano dislessia evolutiva, disortografia, disgrafia e discalculia presentano anche segni di poca efficienza visiva, in particolare deficit nelle capacità accomodative, oculomotorie, fusionali, visuo-percettive ecc.; la seconda è che succede, non di rado, che le difficoltà mostrate dai bambini che presentano inefficienza visiva possono erroneamente essere valutate come correlate a disturbi specifici di apprendimento.

Ma quali sono queste difficoltà? Conosciamone qualcuna.

Difficoltà nel controllo dei movimenti oculari, ovvero la capacità di seguire un riferimento lungo una traiettoria senza sforzo, o quella di spostare la fissazione da un punto ad un altro riuscendo a centrare perfettamente l’obbiettivo, hanno caratteristiche molto comuni alla dislessia, come per esempio la perdita del segno durante l’esecuzione della lettura, la difficoltà nel ricopiare dalla lavagna al quaderno, l’omettere sillabe o piccole parole durante la lettura, la rilettura della parola o della riga già letta, riportare che le lettere o i numeri sul quaderno non stanno fermi, ecc.

Le difficoltà accomodative, suddivise per difetto o per eccesso, hanno anche loro segni comuni alla dislessia evolutiva. Per esempio l’insufficienza accomodativa ha come caratteristica principale quella di non riuscire a svolgere per lungo tempo l’attività per vicino, confusione e offuscamento di ciò che leggiamo, e spesso è associata a mal di testa, occhi rossi dopo un’attività per vicino; mentre l’inerzia accomodativa oltre ai disturbi astenopici (mal di testa, bruciore, occhiaie ecc.) si manifesta anche con lentezza nella messa a fuoco nel passaggio dal vicino a lontano, oltre a un peggioramento progressivo nella performance dell’attività per vicino svolta da quando comincia fino alla fine, e non è detto che si riesca a concludere.

Anche difficoltà nella stabilità della visione binoculare può portare in evidenza caratteristiche simili ai DSAp. Generalmente una difficoltà binoculare è legata sia ad un deficit binoculare che ad un deficit accomodativo, alle volte può essere connessa anche ad un problema refrattivo (ipermetropia, miopia). Per esempio un’ametropia non corretta o corretta in modo non opportuno, può indurre la iper o ipostimolazione accomodativa creando uno sbilanciamento della visione binoculare. Il meccanismo binoculare nel compito di lettura è fondamentale in quanto la sua compromissione induce fattori ampiamente disturbanti che possono andare dall’affaticamento alla visione doppia.

Difficoltà nella percezione visiva, includono sicuramente caratteristiche simili alla dislessia. In particolare difficoltà nella percezione dello spazio e nella direzione, hanno come caratteristiche la tendenza all’inversione di lettere parole e numeri, per esempio avi/iva – 41/14 ecc., inversione di lettere o numeri p/q d/b m/n 6/9 ecc., scrittura inclinata, utilizzo scomposto dello spazio sul foglio ecc.

Attraverso un esame delle abilità visive correlate allo studio, che prescinde dall’esame della vista (i famosi 10/10) ma che consiste nello studio di come il sistema visivo della persona acquisisce lo stimolo e lo rielabora, integrandolo con altri stimoli, e ne da una risposta che può essere motoria, cognitiva ecc. è possibile tracciare il profilo visivo del bambino.

Solo successivamente è possibile stabilire, in relazione ad un equipe interdisciplinare, se le difficoltà visive contribuiscono o generino le difficoltà manifestate nello studio.

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